:LOGIN:
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!
:MENU:
:COMMUNITY:
COMPRA :RITUAL:
:Cerca su :RITUAL:
:IN EDICOLA:


:WORLOCK ANTICLOTHING:
SPIRAL69 - MURDER BALLADS
























Spiral69 è Riccardo Sabetti, musicista piuttosto noto in terra italica per la sua militanza nei Pixel, prima, e Argine, poi. Spiral69 è anche un esempio emblematico di come ci si possa, dopo anni di militanza nella scena, in qualche modo reinventare, senza rinnegare minimamente il percorso artistico intrapreso. Al contrario, prendendo coscienza delle singole tappe, dei traguardi raggiunti, delle difficoltà e dei tanti successi che, negli anni, hanno edificato la creatività del compositore nostrano.“Quest’album è un mix di tutte le mie precedenti esperienze, dentro c’è la malinconia e l’aspetto onirico degli Argine, la violenza dei Pixel e l’aspetto orchestrale del mio presente parallelo come compositore per soundtracks”Semplicemente, Sabetti si prende una pausa dal presente e volge indietro lo sguardo, come in un film in cui la soluzione dell’enigma è data dalla riformulazione dell’intera vicenda narrata. Ne nasce un lavoro intimo, a tratti colto, fondamentalmente circoscritto ai settori dark, new wave, pop/rock e intimamente connesso allo spirito inquieto di cantautori americani come Johnny Cash.“Nella mia musica, ritrovo tutto quello che ascolto, ma un preciso ispiratore non esiste… certo, se mi paragonassero anche solo minimamente ad uno dei miei “genitori” artistici, sarei davvero fiero del mio lavoro. Musicalmente, gli anni 80 hanno chiaramente formato il mio gusto musicale, e credo sia evidente un richiamo a band come Cure, Joy Division, Ultravox e David Sylvian. Per questioni anagrafiche, ho un ricordo un po’ vago di quegli anni… ma l’immaginario che ho è dipinto di un romanticismo noir ben lontano dalla realtà italiana glamour e molto insignificante di quel periodo”



















Un processo di sincresi che, negli intenti dell’artista, ha il solo obbiettivo di risultare scevro da ogni vincolo, assolutamente sintonico con le emozioni provate dal proprio demiurgo.“Sinceramente, negli arrangiamenti sono stato molto spontaneo, non ho cercato un suono preciso. Ero più condizionato dal concetto del disco, un flusso di emozioni ha tanti aspetti espressivi. Quindi, la dinamica compositiva ha preso delle pieghe più dure o più delicate naturalmente, senza imposizioni stilistiche.”Tra le tappe fondamentali di questo processo creativo c'è, innanzitutto, l'apertura al confronto, alla collaborazione. Tra gli ospiti, musicisti di indubbio valore, come Marco Manusso (De Gregori, Dalla), Stefano Ratchev (violoncellista dell'orchestra di Morricone), Emanuele Colella (Mind Key), Andrea Ruggiero (Giorgio Canali) e l'ex collega e amico Edo Notarloberti, violinista di Argine e Ashram.“La collaborazione con Edo era quasi obbligatoria, spessissimo nei sound check degli Argine, partivano interminabili session molto vicine al sound di Spiral69. L’idea di avere il suo magico violino nel mio primo lavoro in solitario era quasi un passo naturale, nonché una sorta di tributo ad un gruppo che mi ha dato tanto.”Il cerchio, poi, si chiude attorno all'importanza che rivestono, in Spiral69, le liriche. Cucite in maniera elegante sulle camaleontiche trame musicali, hanno come unico comune denominatore l'analisi degli archetipi fondamentali e della loro eterna contrapposizione, con un tema centrale che è indissolubilmente legato all'amore.“L’amore di cui tratta l’album, non è prettamente il sentimento uomo-donna. È l’amore come forma di comunicazione tra gli esseri umani. Il problema è che questi scambi di intenti ed emozioni, hanno quasi sempre degli effetti collaterali… L’amore è solo una delle due facce di una moneta, che spesso segna l’odio sull’altro lato. Inoltre, è necessario sapere che un amore, il più delle volte, porta ad un dolore… è quasi inevitabile.”Una visione cinica, se vogliamo, che trova conferma nella copertina dell'album, dove compare un uomo solcato, sulla schiena, da profonde cicatrici, testimonianza unica di un paio di ali ormai perdute per sempre.“Si, un tempo erano ali, ali per un volo fatto di sogni e illusioni che con il tempo ti vengono strappate via…” (Maurizio Gabelli)


'A Filthy Lesson For Lovers'











LINKS
SPIRAL69 @ MySpace



I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
:CLASSIX METAL N.8: OUT NOW!!!

Xoops
Powered

Themes By
Janasweb